Affascina e stupisce ad ogni età la magia della trasformazione da bruco a farfalla.
La più bella alla nostra portata è quella del macaone.
Sappiamo che chi coltiva l’orto tende ad eliminare i bruchi per proteggere le piantine, ma questi danni non ne fanno, per le loro preferenze alimentari: si cibano infatti solo di finocchio selvatico, ruta, carota selvatica, piante di prezzemolo e poco altro.

Certo che appena nati sono bruttarelli, piccoli, neri, pelosi… ma quale meraviglia di colori si manifesta pochi giorni dopo! Il piccolo bruco trascorre la sua giornata mangiando. Se non mangia dorme.
Crescendo cambia alcune volte il vestito, a mano a mano che gli diventa stretto. Si veste di un verde brillante, con strisce nere e puntini rosso-arancio.

La farfalla adulta vive soltanto una quindicina di giorni, e nel poco tempo a sua disposizione si nutre succhiando il nettare dei fiori con la sua sottile proboscide. Intanto cerca un partner con cui accoppiarsi e poi depone le uova.
La strategia degli insetti è deporne tante, perché sanno che pochi riusciranno a diventare insetti adulti.
Il modo migliore per osservarle è dotarsi di una teca apposita, che ho descritto in uno degli articoli indicati sotto. Ma bisognerà aver cura di fornire quotidianamente rametti freschi della loro pianta preferita, nel nostro caso il finocchio selvatico.

Poi avviene che un giorno, dopo essere cresciuto, il bruco smetta di mangiare. Si aggirerà inquieto nella teca, cercando l’angolino migliore in cui nascondersi. In natura possono spostarsi molto, infatti li chiamano anche “bruchi camminatori”. Ed ecco, si ferma. La pelle a poco a poco si lacera lasciando uscire la corazza che nel frattempo si era costruito. Resterà lì per una quindicina di giorni, ben ancorato con fili di seta.

Sembra incredibile pensare che da lì uscirà un insetto così bello, con grandi ali variopinte!
Purtroppo non sempre si riesce ad essere presenti al momento della nascita. La sottile membrana si apre, ne esce una farfalla un po’ addormentata, con le ali umide e stropicciate. Ci vuole un po’ di tempo perché si distendano e si asciughino.

Vorresti prenderla in mano, ma la danneggeresti. Vorresti che restasse lì per un po’, vicino a te. Invece se ne va, con un volo veloce. Compie qualche giravolta, forse annusa l’aria, e sceglie la direzione da prendere. Sarà fortunata? Riuscirà a portare a termine la missione della sua breve vita?
Te lo auguriamo di cuore, piccolo fragile esserino.
Che tu sia protetta dai tuoi predatori, ragni e uccellini, e dalla furia del vento e della pioggia.
Note: Fotografie di Enrico Gelmotto
Ecco gli altri miei articoli sui macaoni:
Ho trovato un interessante articolo a cura dell’Associazione Lepidotterologica Italiana che documenta la vita
del macaone, corredato da bellissime immagini:
https://www.lepidoptera.life/2024/04/01/rubrica-metamorfosi-46-papilio-machaon/
e di un’altra farfalla, la podalirio:
https://www.lepidoptera.life/2023/02/01/rubrica-metamorfosi-32-iphiclides-podalirius/

