Se ci affacciamo alla finestra in questi giorni difficili ci accorgiamo che, mentre noi siamo chiusi in casa, la natura in silenzio ha continuato la sua vita. E’ arrivata la primavera in tutta la sua esultanza, e mi chiedo come hanno fatto gli alberi e le piante del prato e del sottobosco a fiorire con tutta questa ricchezza; qui non piove da novembre, la terra ha sete.
Eppure ogni essenza ha trovato le risorse per produrre quei fiori che, diventati frutti e poi semi, garantiranno la sopravvivenza della specie.

anemone nemorosa

C’è della magia in tutto questo e mentre mi dedico ad un’improbabile danza della pioggia, almeno col pensiero, ringrazio di aver modo di vedere tutto questo, di respirarlo, di viverlo, anche se limitatamente al mio giardino e al terrazzo. E mi sento fortunata.

Tra le poche immagini positive che i media ci offrono vediamo che anche gli animali selvatici ritornano a frequentare luoghi nei quali non si vedevano più. Ecco i delfini nella laguna di Venezia libera dal sovraffollamento di natanti, le papere nella silenziosa fontana della Barcaccia a Roma, i cigni nei deserti Navigli di Milano, i leprotti indisturbati nei parchi cittadini e così via. Osservo con piacere e penso che siamo ospiti del Pianeta, non padroni.

Concludo con un pensiero di Walter Comello tratto da una sua recente email:

“Siamo costretti a rinchiudere il nostro corpo per difenderlo, ma non lasciamo che così facciano né l’anima né gli occhi. Loro possono continuare ad abbracciare la vita in attesa che siano i nostri arti a poterlo fare e quel luogo d’incontro torni ad essere il nostro mondo.
Apriamo gli occhi e prepariamoci ad un’ottima giornata.”

(Per ulteriori informazioni:  www.waltercomello.it )