Sono ancora presenti in alcune zone, sul limitare dei campi, verso i boschi, siepi di prugnòlo. Le sue caratteristiche di avere molte spine, ma di non crescere troppo in altezza, lo hanno reso utile per segnare i confini in tempi passati.

Chiamato anche pruno selvatico (Prunus spinosa), fa parte della famiglia delle rosacee; le sue spine e la forma dei fiori ci ricordano altri esemplari di questa grande famiglia.
In questi giorni è in fiore e i suoi rami sono ricoperti di petali bianchi. E’ leggero, bello da vedere. Le sue spine dure e pungenti sono ben nascoste; a prima vista sembra un arbusto innocuo, ma guai a toccarlo, si sa difendere bene!
Le foglie sono piccole, ovali, col margine seghettato ed il picciolo corto.

Fiori di prugnolo, come fiocchi di neve! Ma attenzione alle spine…

Dai numerosi fiori si formeranno piccoli frutti tondi, del diametro di circa un centimetro, prima verdi poi bluastri con la maturazione. Non sono buoni da mangiare, da acerbi sono duri e “allappano”, da maturi restano acidi.
A me piace vederli sui rami dove restano per tutto l’autunno ed in parte anche d’inverno, quando poi appassiscono e cadono.

frutti di prugnolo verdi

I piccoli frutti ancora acerbi

frutti di prugnolo

I bei frutti maturi

Ne ho dipinti alcuni rametti l’anno scorso abbinandoli ad alcune fronde di pioppo tremolo perché è proprio così che li ho visti, l’uno ai piedi dell’altro a segnare il confine tra la strada verso casa mia ed il bosco. E’ una piccola area abbandonata. Nessuno li ha piantati, sono cresciuti da soli, forse nati da semi portati dagli uccellini. I loro fiori e successivamente i loro frutti si mescolano con quelli dei rami di rovo e di rosa canina e rendono speciale una siepe che senza la loro presenza potrebbe essere banale.

Daniela Guido frutti del prugnolo

Pioppo tremolo e frutti del prugnolo (particolari del dipinto)

Daniela Guido frutti del prugnolo

Puoi trovare altre notizie e curiosità nel mio libro “Alberi ed arbusti dei nostri boschi“, ed. Botalla