Tra giugno e luglio apre le sue preziose corolle l’emerocallde (Hemerocallis fulva, Asphodelaceae).
Il nome, che deriva dal greco, significa “bellezza di un solo giorno” e indica che i fiori di queste piante restano aperti poche ore. Sbocciano al mattino e alla sera si chiudono e appassiscono.
Ma la fioritura dura a lungo perché il fusto che porta i fiori si dirama in due steli e ognuno porta fino a dieci boccioli e forse più che si apriranno uno dopo l’altro.

Vivono bene al sole e anche nella mezz’ombra. Basta piantarne pochi perché i loro rizomi si espanderanno dando origine a nuove piante che raggiungeranno l’altezza di circa 90 centimetri, fiori compresi. Sono ottimi per le bordure. Le loro foglie sono nastriformi, arcuate, di un bel verde, decorative, arcuate, con nervature parallele evidenti. Tollerano il freddo fino a diversi gradi sotto lo zero. Se il clima non è particolarmente rigido permangono anche per tutto l’inverno, diversamente si seccheranno e in primavera ne spunteranno di nuove.

I fiori assomigliano molto a quelli dei gigli, con i quali spesso vengono confusi. Infatti viene anche chiamato “giglio di San Giuseppe”. Ma mentre le foglie dell’emerocallide partono dalla base e sono molto lunghe, quelle dei gigli sono più corte e partono alternate dal fusto.
Hanno sei petali, tre interni e tre esterni, uniti alla base, di un caldo colore arancione, gialli verso l’interno e nelle nervature centrali. Hanno anche sei stami arancioni con le antere brune e un lungo pistillo.

In giardino, oltre a quelli a fiore semplice ce ne sono altri a fiore doppio. Sono simili come portamento, ma i fiori, larghi fino a 15 centimetri, hanno dodici petali. Personalmente preferisco gli altri, più semplici. Ci sono diverse varietà in commercio, di diversi colori, dal giallo, all’arancione, al rosso. Una di queste, dalla fioritura abbondante di colore giallo, più bassa, è la “stella de oro”, che si vede spesso anche nelle aiuole cittadine perché necessita di poche cure ed è molto decorativa.

Particolare di un dipinto copiato dal vero realizzato da me. La fotografia purtroppo non è bella, visto che il fondo dovrebbe essere bianco. Acquerello su carta Fabriano 640 g/mq

