Li vedi da lontano, quando sono in piena fioritura sulle nostre montagne. Si potrebbe pensare ad una spruzzata di neve, scintillante al sole.
Sono loro, i narcisi spontanei delle nostre zone alpine.
All’apparenza fragili, resistono al caldo, alla siccità e a tutte le condizioni della montagna. E si diffondono, sempre più, anno dopo anno, nascondendo il prezioso bulbo sotto la terra d’inverno e rispuntando in primavera.

La fioritura non dura molto, un paio di settimane, e bisogna essere pronti a ritagliarsi un po’ di tempo per salire verso quei prati bianchi non appena è stagione, nel mese di maggio.

Si cammina un po’, nel silenzio, lungo un ripido sentiero. Se ne vedono dapprima alcuni spuntare tra l’erba e i ranuncoli in fiore. Più lontano, eccoli fitti fitti, sullo sfondo delle montagne circostanti o nel blu del cielo.

Di solito crescono singoli su uno stelo, ma ad un occhio attento non sfuggono quelli, rari, che crescono doppi!

Crescono l’uno accanto all’altro, a volte con i fusti intrecciati, a volte sembrano scambiarsi un bacio…

Ci si ferma a scattare qualche foto, ad osservarli da vicino, ad immergersi nel loro profumo delicato. Profumo che si sente nell’aria e ci avvolge.
Hanno uno stelo all’apparenza delicato, alcune foglie lunghe e sottili, e quel bellissimo fiore dai cinque tepali bianchi, ovali e appuntiti e con una minuscola trombetta centrale gialla, a volte bordata di arancione.

Si può restare per un tempo infinito in quello spazio che sa di paradiso, di immensità, con lo sguardo perso nelle vallate che arrivano fino alla pianura, così lontana come distanza e come sentire.

Qui c’è pace, c’è bellezza, ci sono amore e forza, c’è stupore. Quante sensazioni si provano prima di immergersi totalmente nel paesaggio! Perché non è soltanto piacere per gli occhi, ma anche per il cuore.

Attenzione: il Narcissus poeticus è una specie altamente protetta perché quasi in via di estinzione per la raccolta sconsiderata che ne è stata fatta.
E’ severamente vietato raccoglierli, e anche quando si va ad ammirarli occorre fare attenzione per non danneggiarli.
Nei vivai puoi trovarne tante varietà, questi sono belli ammirati nel loro habitat, i prati soleggiati di montagna, fino ai 1500 metri di altitudine.
Nota: foto mie e di Enrico Gelmotto
Questa di cui scrivo è la fioritura nell’oasi Zegna, lungo il “Sentiero dei narcisi”.
In un articolo di qualche anno fa, la fioritura sopra Trovinasse: “La poesia dei narcisi”

