Che meraviglia trovarsi qui, avvolti da un’essenza inebriante! Che ci sarà mai di così profumato lungo il sentiero?
Percorriamo il sentiero che da Rosazza sale verso la cappelletta di San Giovannino. La natura è rigogliosa, tante piantine riempiono i pascoli di colori: gerani, ranuncoli, nontiscordardimé, ajucche, arniche… Ma la vera sorpresa è un’altra.

Dopo una curva del sentiero, così come ce l’aspettavamo, visto il luogo e il periodo, ecco gli alberi ricoperti di cascate dorate! Ogni anno, come per miracolo, in questo mese il maggiociondolo fiorisce con un’abbondanza che stupisce.
Le infiorescenze sono lunghi grappoli penduli formati da numerosi fiori gialli molto profumati.
Assomigliano nella forma ai fiori della robinia, infatti le due piante appartengono alla stessa famiglia delle fabaceae. Ma mentre i fiori di robinia sono commestibili, questi sono velenosi.

E’ un albero di piccole dimensioni che in genere non supera i sei metri di altezza, dal portamento arbustivo. La corteccia è liscia, scura.
Le foglie dal lungo picciolo hanno tre lobi e sembrano composte da tre foglioline.
Dopo la fioritura si formeranno i baccelli contenenti i semi neri, altamente tossici per l’uomo. Solo alcuni animali, ma non tutti, possono cibarsene.

Il legno è molto resistente e un tempo veniva usato per costruire gli archi. Per la sua resistenza veniva utilizzato anche per lavori al tornio e veniva chiamato “falso ebano”
Il nome scientifico è Laburnum anagyroides; viene chiamato anche avorniello.
L’ho descritto nel libro “Alberi e arbusti dei nostri boschi”, Daniela Guido, Botalla Editore. Allego due immagini del disegno e delle pagine relative.


Nota: escursione da Rosazza organizzata dalla GEA Fiorella Giarrizzo.

