Con una camminata non molto impegnativa, ma tutta in salita, dalla Bossola di Graglia si può raggiungere il Roc delle Fate. Siamo sul cammino che in circa quattro ore porta alla Colma di Mombarone. Ma per fortuna, oggi ci si ferma prima.
Dopo aver percorso un piacevole sentiero che si snoda nella dolce frescura di una pineta, il cielo, di un azzurro limpido che lascia senza fiato, si apre quasi all’improvviso.
Ma quello che ancora di più colpisce, sembra un messaggio ultraterreno.

Un profilo nel quale qualcuno ha riconosciuto una fata, costruito dalle rocce che emergono dalla distesa di felci, è rivolto verso l’alto. Un invito a guardare lassù? O a staccarci dai problemi della realtà quotidiana?
Si prova una sensazione profonda di serenità in questo luogo, proteso sul panorama. Sono complici una giornata perfetta e un panorama non velato da foschia che spazia sulla Morena di Ivrea e sulla pianura, a perdita d’occhio. Si riconoscono il lago di Viverone e il lago dell’Ingagna. Qualcuno individua i vari paesi e i rilievi.

Siamo su una bella vena di quarzite, e questo non può non aumentare questa sensazione di piacevolezza. Vorremmo fermarci qui piuttosto che tornare a casa, l’incanto del luogo ci conquista… E poi ci sono queste pietre incise!

E intanto penso a chi proprio oggi onora la madre che ha lasciato questa dimensione, a chi si sta preparando ad un’esperienza difficile da affrontare nei prossimi giorni. E ringrazio il panorama e la natura nel suo insieme, per tutti gli aiuti che possono donarci.
La vita non sempre è facile ma se ci troviamo a vivere certe esperienze, ci è dato anche il coraggio e la forza per affrontarli.

Grazie a Fiorella Giarrizzo per aver organizzato questa uscita e a tutti i compagni di viaggio, con i quali è bello condividere percorsi.

