Controversi rovi

Certo creano disturbo i rovi, soprattutto quando crescono con i loro lunghi tralci che si arrampicano sulle piante, che invadono i sentieri. Quante volte mi è successo di restare impigliata con la maglia, o di esserne graffiata!
Le loro spine numerosissime creano sicuramente danni rendendo impossibile l’accesso ad alcuni sentieri lasciati a se stessi. Quante volte ho dovuto contenerli, vicino a casa, armata di cesoie.
Eppure non riesco ad ignorarne la bellezza e l’utilità.

Ricordo un inverno in cui ero alla ricerca di un’ispirazione per un nuovo dipinto. Lungo il sentiero che si inoltrava nel bosco fui colpita dai colori delle foglie di rovo che contrastavano piacevolmente con il giallo degli amenti di un nocciolo. Era forse gennaio, poco altro era degno di nota dopo che il gelo aveva svilito colori e forme.

Allo stesso modo ricordo la raccolta delle more, più graffi che more forse, per farne un’ottima marmellata. E visto che i rami dei rovi si intrecciavano con quelli della rosa canina, pensai di aggiungere alcune gocce di aroma di rosa. Finirono presto quei vasetti!

Le ultime more non maturate, ormai secche, si intrecciano con le foglie rosse della vite canadese

I primi germogli che spuntano all’inizio della primavera, ancora teneri, possono essere utilizzati negli infusi. E chissà quanti altri utilizzi se ne possono fare, da me non ancora provati.

Ora aspetto che il freddo cambi i colori delle foglie, che i pennelli dell’autunno le tingano di quegli splendidi rossi, gialli, arancioni. E mentre la natura entra nel sonno invernale, apprezzo il suo saluto colorato.

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