Nella calza della Befana

L’inverno profuma di agrumi, arance e mandarini, soprattutto. Con qualche nota speziata di cannella e chiodi di garofano. I profumi riportano a galla ricordi. La sera del 5 gennaio quand’ero piccola si appendeva al camino o alla stufa a legna una calza, scegliendola ovviamente tra le più grandi che avevamo. Sapevamo che di notte sarebbe passata la Befana a riempirla con qualcosa di buono, ma solo se eravamo stati bravi tutto l’anno. Diversamente, l’avrebbe riempita con del carbone.
Visto che qualche marachella l’avevamo sicuramente combinata nel corso dell’anno, al mattino andavamo a prendere la calza, che era ben rigonfia, con un po’ di timore. Che cosa ci avremmo trovato dentro?

Con quanta curiosità la svuotavamo, una cosina per volta, per fare durare a lungo la sorpresa. C’erano sempre dei mandarini, noccioline americane, pochi altri dolciumi, caramelle, torroncini, qualche cioccolatino, un pezzetto di carbone dolce per ricordarci che non eravamo stati proprio buoni, ma che comunque eravamo stati perdonati.
Sembrano cose da poco, ma per noi era un premio atteso, una sorta di ricompensa, e c’è da dire che quei dolcetti si mangiavano solo in quel periodo.

agrumi
I bei mandarini succosi erano molto apprezzati, si gustavano, uno spicchio per volta, e le bucce venivano usate per fare qualche scherzetto: schiacciandole, si rompevano le minuscole sacche di oli essenziali che se arrivavano agli occhi bruciavano un po’. Poi si mettevano sulla stufa accesa e profumavano tutta la cucina.

Le belle calze decorate sono arrivate molto più tardi, in genere si comprano già confezionate e il contenuto non stupisce più i bambini, abituati ad avere quotidianamente a disposizione i più svariati dolciumi.
Com’è bello ripensare a quell’innocente stupore! Ancora adesso amo i mandarini per quel loro intenso profumo.

mandarini

Gran bella famiglia quella degli agrumi. Maturano d’inverno e ci aiutano a combattere i malanni di stagione con il loro carico di vitamina C, almeno secondo quanto ci racconta la tradizione. Quanto mi piacevano le spremute d’arancia che mi preparava la mamma quando avevo l’influenza! Di solito utilizzava le sanguinelle, dall’abbondante succo rosso. Ci aggiungeva anche un po’ d’acqua e zucchero. Curavano più delle medicine quelle spremute, soprattutto se venivano accompagnate dal racconto di una bella fiaba.

arance

E poi c’è il limone dalle mille proprietà. Nei nostri paesi freddi d’inverno, spesso si coltivava  un alberello di limoni in vaso e d’inverno lo si portava al riparo in una stanza non riscaldata ma luminosa, dove non arrivava il gelo che l’avrebbe fatto morire. Ricordo il profumo intenso dei suoi fiori e l’oro dei frutti. Non mi piaceva il gusto così aspro e lo evitavo. Ma in caso di malessere, era di rito bere una tisana di limone e salvia, addolcita con un po’ di miele. Per curare un’indigestione, in alternativa si preparava il “canarino”: si facevano bollire in acqua bucce di limone e foglie di alloro. Era un rimedio usato dagli adulti dopo una cena e una bevuta un po’ troppo abbondanti.

limoni

Ecco qua, volevo parlare di agrumi ed ho parlato di ricordi, forse perché è proprio la sera in cui si aspetta la befana.  Notizie sugli agrumi se ne trovano dappertutto, ma questo genere di ricordi forse sta scomparendo.
Oggi per ogni disturbo c’è una medicina, un sorso d’acqua e via, e deve fare sparire il malessere il più velocemente possibile. Ma un bell’infuso preparato con amore, col giusto tempo , con l’acqua scaldata sul fuoco, e poi sorseggiato con tranquillità seduti vicini sul divano, forse… cura di più.
E visto che è la serata giusta, magari tiro anche fuori un calzettone, di quelli belli grandi, non si sa mai…

2 commenti

  1. Domenico Angela

    che bello rivivere la fanciullezza così| brava Daniela

    • Daniela Guido

      E’ importante non dimenticarci di com’eravamo… è il nostro percorso che ci ha portati fin qui, ad essere quello che siamo.

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