Anche le piante hanno il loro ciclo vitale e giunte ad un certo sviluppo può succedere che si ammalino, si spezzino, muoiano. Un tempo i boschi venivano tenuti puliti: ogni ramo caduto era raccolto perché serviva ad accendere il fuoco e a riscaldarsi; anche le foglie venivano raccolte e venivano perfino usate per riempire i materassi. I sentieri venivano mantenuti in ordine perché vi si passava quotidianamente.
Oggi i boschi sono spesso abbandonati ed a volte, addentrandovisi, si ha la sensazione di disordine, di incuria, di spreco.
Ma si sa che i rami e i tronchi caduti sono una ricchezza per il bosco e per gli animaletti che ci vivono. Il legno marcio ospita molte forme di vita e viene a poco a poco divorato, trasformato, e diventa a sua volta nutrimento per le altre piante. Quindi è utile lasciarli lì.

albero caduto

Quando però il bosco cresce tra le abitazioni, ecco che è necessario monitorarlo, controllarlo, potare se necessario ed a volte abbattere le piante che sono malate o sono cresciute troppo, magari indebolite dalla troppa vicinanza con le altre. Così è successo nel boschetto vicino a casa mia, di proprietà comunale, adibito ad area verde (il nostro Parco dei Carpini) purtroppo trascurato da anni.

fungo legnoso ganoderma

La presenza di questo fungo (ganoderma) dimostra il decadimento del legno

Non riuscivo a concentrarmi nelle mie attività mentre il rumore delle motoseghe riempiva l’aria e i tonfi cupi dei rami che cadevano mi facevano sussultare.
Sapevo che era stata fatta un’indagine accurata delle piante ammalate, del resto la presenza di molti rami rotti, la corteccia che si staccava, la presenza dei funghi sul tronco la dicevano lunga sulla loro salute. Eppure l’ho vissuto come un momento triste.
Affacciata alla finestra di casa ho visto cadere tanti rami. Ho sentito il rumore simile ad uno scoppio, seguito dal tremare dei vetri e del pavimento quando è crollata una grande quercia canadese.

Quando i motori si sono fermati ed i trattori hanno portato via i tronchi abbattuti, sono andata a vedere. Mi accompagnava il gatto, che curioso annusava tutti i ceppi. Gli studi avevano ragione, si vedeva il legno già marcio all’interno.
Ora non resta che sperare nella rinascita. Nuovi alberi verranno piantati, altri cresceranno spontaneamente da seme o da polloni. Il sottobosco, soffocato da anni sotto le foglie coriacee delle querce rosse, ora più libero e soleggiato rifiorirà. E noi potremo sostare tranquilli, seduti su una panchina forse, all’ombra dei numerosi alberi rimasti, per fortuna sani.
Ti aspettiamo, primavera!