Nascosti tra i monti

I Valsesiani la chiamano “la val pitta”, ed in effetti la valle scavata dal torrente Sermenza, che sale da Balmuccia fino a Boccioleto, Rimasco, Ferrate, Carcoforo, è ben più stretta della “val granda” che porta ad Alagna, percorsa dal fiume Sesia da cui prende il nome.

Ci torno sempre con piacere in ogni stagione, tanti bei ricordi mi legano a questi luoghi. In questo periodo la neve dona un aspetto particolare. Qualche giorno fa, mentre salivamo in auto, mi sembrava di entrare nella valle delle fate. La neve, che imbiancava le cime attorno, si era fermata anche sugli alberi oltre che sui prati. Aveva ricoperto ogni anfratto, si era posata sulle pietre dei torrenti, sull’acqua ghiacciata.

I piccoli paesi si susseguono senza fretta, lasciando spazio. Ecco Boccioleto con la sua torre, con la chiesa dipinta, il famoso ristorante e altri piccoli locali.
Si sale, tra curve e tornanti, fino al laghetto di Rimasco, anch’esso imbiancato da ghiaccio e neve. E’ un piccolo lago artificiale sulle cui acque, quando non è ghiacciato, si riflettono le cime e il villaggio.

La piccola frazione di Ferrate esibisce la sua piccola chiesa dipinta e le poche case addossate l’una all’altra quasi a proteggersi.
La strada finisce a Carcoforo, a 1304 metri di altitudine. Attorno, soltanto montagne e pascoli. Vivono qui soltanto una settantina di persone.
E’ attraversato dal torrente Egua, affluente del Sermenza. Siamo nel cuore del Parco Naturale Alta Valsesia.
Un tempo restava isolato per gran parte dell’anno per via delle abbondanti nevicate e di alcune valanghe che puntualmente si riversavano sull’unica via di accesso.

Da Rimasco, una deviazione porta a Rima, altro minuscolo paese ricco di fascino, a 1417 metri di altitudine, il comune più alto della provincia di Vercelli. Ci vivono soltanto una cinquantina di persone. Come Carcoforo, è di origine Walser.
Il marmo artificiale di Rima è famoso in tutto il mondo, ma fino a qualche anno fa era nota per un’altra caratteristica: i gatti di Rima! Formavano una folta colonia ben nutrita e curata.

Si visita questa piccola valle in cerca di tranquillità o per affrontare i numerosi sentieri che portano in alto, sulle montagne: colle d’Egua e cima Tagliaferro tanto per citarne un paio. Ma anche per un pranzo tipico nei piccoli ristoranti tradizionali o per uno spuntino con le tipiche miacce.
Oggi torniamo a casa arricchiti da quel silenzio ovattato che la neve porta con sé, col suo gelo e con la sua magia.

Una bella storia… I gatti di Rima

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