Che sapore avrebbero le nostre pietanze senza un po’ di sale? Certo, sappiamo tutti che esagerare non fa bene, ma un pochino…
Ci sono storie da raccontare sulla ricerca del sale, tutte interessanti.
Personalmente ricordo di aver visitato delle miniere di sale in Austria, a Berghtesgaden e in un’altra occasione ad Hallein. Lì il sale si trova nelle miniere di salgemma nelle quali si scende con scale o scivoli usati da chi ci lavorava. Lasciando entrare l’acqua, questa scioglieva il sale creando laghi sotterranei. Ricordo che ci avevano fatto indossare il casco e la tuta bianca tipica degli operai, e avevamo attraversato i laghetti a bordo di piccole barche.

Anni fa ho visitato le saline di Trapani, così particolari con le montagnole di sale coperte da coppi rossi. Che piacevole contrasto con il colore del mare!
Ma ho trovato altrettanto interessante, in uno dei viaggi in Bretagna, scoprire l’esistenza dei “fleurs de sel”, che si formano sugli scogli e un tempo si raccoglievano a mano, con grande pazienza. Si tratta di un sale estremamente puro.
Recentemente ho avuto modo di vedere le saline della Camargue, ad Aigues Mortes, splendenti sotto il sole. Nei negozietti tipici si trovano confezioni caratteristiche contenenti sale mescolato alle erbe di Provenza, al limone, ad altri ingredienti. Impossibile resistere all’acquisto, scegliendo tra quelli più naturali e possibilmente con erbe di produzione biologica.

Per noi è scontato avere a disposizione sale in abbondanza, ma un tempo non era così e il sale era un importante prodotto di scambio, dal valore così alto da venir chiamato “oro bianco”. Veniva utilizzato anche per conservare i cibi, quando non c’erano altri modi. Le vie del sale erano percorsa da intere carovane e costituivano la fortuna di molte località altrimenti sconosciute.
Visitando alcuni castelli di origine medioevale ci verrà raccontato che spesso il Signore del luogo sedeva su un trono all’interno del quale veniva conservato il sale.

Nella mia dispensa in cucina, insieme ai vasetti contenenti erbe aromatiche, c’è il sale rosa dell’Himalaya, quello grigio di Bretagna, e poi il sale blu di Persia e quello in fiocchi di Cipro e così via, insieme ai fiori di sale così preziosi. Per ogni piatto, un sale diverso, volendo essere buongustai. E altrettanti per il bagno, rigeneranti della pelle e del corpo in generale. Siamo proprio ricchi, che ne dite?
