Che fare in una domenica uggiosa, quando in montagna è scesa tanta neve e le strade sono bloccate, quando andar per prati vuol dire infangarsi fino alle ginocchia? Ci sono località che hanno sempre un loro fascino, a volte unito al mistero. Decidiamo quindi per la Valle Cervo e in particolare per Rosazza, la città di pietra sulla quale sono stati scolpiti tantissimi simboli.

La nostra visita non è approfondita, ci limitiamo ad osservare le fontane parlanti, i capitelli scolpiti, i simboli disegnati sui percorsi con ciottoli di diversi colori. Purtroppo la chiesa, con la sua volta celeste dipinta, è chiusa. Arriviamo al cimitero, anche qui ci sono tanti simboli e scritte.
Ai capolavori artistici si aggiungono le meraviglie della natura, ed è qui che ci soffermiamo. Il torrente è tumultuoso, tanta pioggia è scesa dopo la nevicata. Sotto il ponte l’acqua ha reso perfettamente lisce le rocce sulle quali scorre da sempre. Crea cascatelle, vortici, ondine.

Più in su, verso il castello del senatore Rosazza, c’è ancora un po’ di neve. Che meraviglia veder spuntare una miriade di crocus, tra l’erba e la neve! Sono ancora chiusi, sbocceranno al primo sole, forse già domani. Dapprima sembrano prevalere i bianchi, più avanti ecco quelli violetti.

Più in fondo, alzando gli occhi verso il cielo, si vedono le montagne, tutte imbiancate, già con qualche segno di slavina.
Verrebbe voglia di una bevanda calda, ma in questa stagione non ci sono locali aperti qui, il poco turismo invernale e i pochi abitanti non lo permettono. Si può salire a Piedicavallo, dove ci sono un paio di bar-ristoranti, o tornare a casa. Ma la luce se ne sta andando, si sente più profumo d’autunno che di primavera.

Sì, torniamo a casa. A Piedicavallo ci torneremo più avanti, in una giornata di sole, a vedere le luci nell’acqua del torrente, a camminare nei prati fioriti, a fare merenda all’aperto.
Per approfondire: Rosazza, la città celeste


