Ed ecco, con il rogo del martedì grasso si è concluso il carnevale gattinarese.
I due fantocci del Babaciu e della Plandra hanno ormai visto il fuoco consumare la paglia e la cartapesta che li definivano, lasciando soltanto l’intelaiatura metallica.

Nell’aria, oltre agli scoppiettii delle fiamme, li accompagnano nella loro fine le note del Requiem suonato dalla banda locale.
È finito lo spettacolo, sono conclusi i festeggiamenti… saranno tutti contenti o qualcuno sarà deluso? Perché il Carnevale, con le sue sfilate di carri e carretti, è anche competizione e la voglia di vincere è tanta.

Ma cos’è che spinge così tante persone ad impiegare il tempo libero per mesi, quasi tutte le sere dopo il lavoro, per elaborare progetti, allestire carri, confezionare costumi?
Certo è la voglia di stare insieme, di condividere momenti piacevoli con gli amici, di creare qualcosa che possa divertire e stupire. E magari di vincere.
Come è stato detto nel discorso conclusivo, “i volontari ci mettono la faccia, le braccia, la testa e soprattutto il cuore”.

Noi spettatori abbiamo potuto ammirare nelle varie giornate la bellezza dei carri decorati con un’infinità di fiori di carta realizzati a mano secondo la tradizione gattinarese. Ci sono Asterix e Obelix con gli scontri tra Galli e Romani, i Marziani con i loro abitanti strani, i Pirati con le loro navicelle, le ballerine di Rio, i Puffi col loro villaggio.

Un tempo il carnevale di Gattinara comprendeva eventi estremi come le battaglie dell’acqua, di cui si trovano filmati in rete. Dopo la sospensione di alcuni anni, ha ripreso vita dall’anno scorso. Vista la grande partecipazione del pubblico, ci si augura che possa continuare negli anni a venire!



I carri partecipanti:
Obelix e Asterix – gruppo Baldrascan
Il carro dei Pirati – gruppo Carcariva
Il mondo dei Puffi – gruppo Barachin
I marziani – gruppo Falispa-Ciocca
Il Carnevale di Rio – gruppo Zemmu-Lozzolo

