Voglia di assaporare qualcosa, nella tranquillità di una cucina accogliente. Si apparecchia con semplicità, si stappa una bottiglia, si apre qualche vasetto.
E’ quello che adesso viene chiamato “Hygge”, secondo la filosofia danese ora di moda, ma per noi è semplicemente atmosfera di casa.
Ed ecco che è l’occasione per aprire uno di quegli orcetti ricevuti in dono… Che fortuna avere un orto e un bosco vicino!
E mentre gustiamo peperoncini ripieni, cipolline e chiodini sott’olio, viene da ringraziare la terra, le mani che la lavorano e l’abilità di chi ne conserva i prodotti.

Ricordo un giorno d’autunno in cui siamo andati a cercare i chiodini. Era tardi per i porcini e gli altri funghi commestibili. I chiodini sono tra gli ultimi a spuntare, quindi se ne trovano per tutto il mese di ottobre. Nel primo tratto percorso nel bosco di pianura c’erano soltanto chiodini troppo vecchi, dal corpo scuro.
Ma poco più avanti, quanta abbondanza!

Si cerca alla base degli alberi, magari vecchie gaggìe, a volte proprio dove il tronco comincia a deperire, sotto la corteccia. Questi funghetti vengono chiamati anche “famigliola buona” perché crescono a ceppi, come se si volessero davvero bene e sentissero il piacere di vivere l’uno accanto all’altro.

Quelli un po’ più grandi sono ottimi come contorno o nel sugo per la pasta, quelli piccoli sono speciali conservati sott’olio.
Che dire, sono così belli che ho fatto fatica a raccoglierli. E da sola non sarei stata capace di prepararli per la conservazione. Ma ne ho ricevuti in regalo, mi sento fortunata!


