Cattedrali di ghiaccio

È arrivato il gelo a modificare il paesaggio. Il termometro è sceso di alcuni gradi sotto lo zero.
Un piumino imbottito a scaldarci, con guanti e berretto, ed eccoci pronti a cercare capolavori di ghiaccio.

Sulla superficie della neve, che ricopre queste terre valsesiane, si sono formati cristalli di ghiaccio meravigliosi nella loro geometria. Non ne avevo mai visti di così perfetti, se non nelle fotografie scattate al microscopio da Masaru Emoto, nelle sue famose ricerche su come l’acqua risponde a situazioni positive o negative.
Sono qui, davanti ai nostri occhi: come hanno potuto formarsi, così incredibilmente precisi, minuscole costruzioni architettoniche?
Il freddo intenso fa sì che non si sciolgano immediatamente anche se li raccogliamo per osservarli meglio. Stupore, ammirazione, che altro dire?

Ci spostiamo lungo un torrente. Le foglie secche, dai bordi arricchiti da candidi cristalli, non hanno forse la loro poesia? E i muschi, i licheni, un rametto contorto, qualche filo d’erba, anch’essi avvolti nel ghiaccio, non sono forse parte di un capolavoro d’artista?

Il gelo, sì, grande costruttore! Con le cascatelle d’acqua lungo la scarpata ha saputo costruire ricchi palazzi, con colonne, portali, guglie e pinnacoli.
E quegli enormi ghiaccioli che scendono in verticale, o a formare archi seguendo un ramo inclinato, ricordano le stalattiti e le stalagmiti che si possono osservare nelle profondità delle grotte. Ma se nelle grotte la loro formazione è millenaria, questi si formano in breve tempo, e altrettanto velocemente si sciolgono, non appena la temperatura sale. Ma lo spettacolo è ugualmente affascinante.

Scattiamo tante fotografie, ma è ora di tornare a casa, non appena il sole scende il freddo si fa sempre più intenso. Salutiamo la fata dei ghiacci e gli immaginari abitanti di queste incredibili cattedrali. Ci aspettano una stufa accesa e una bevanda calda. Come resistere?

Fotografie di Enrico Gelmotto

Altri articoli:

Belle sensazioni: Neve

Ricordi della Valsesia: Nascosti tra monti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *