Primo novembre, ritorno a casa quando è l’imbrunire. I colori dell’autunno mi stupiscono, come sempre. Abito qui, tra la collina e la pianura. E poco lontano, le montagne. Per qualcuno potrà sembrare banale questo luogo, non è turistico, non ha grandi attrattive, ma è casa mia.
Ne riconosco gli odori delle stagioni. Ora sa di legna arsa nei camini, di funghi, di caldarroste. Il tempo si è rallentato qui, le stagioni ancora si sentono, si vedono, impigliate tra i rami degli alberi dove crescono gemme, fiori e frutti, e foglie che nel giro di pochi mesi cambiano colore e cadono.

colori di novembre

Oggi dopo la pioggia è arrivata anche la nebbia, silenziosa, leggera. Sta facendo le prove, non osa ancora manifestarsi pienamente e nascondere tutte le cose. Lambisce soltanto in parte il prato, lasciando un po’ di verde sotto e un po’ di cielo sopra.
La ringrazio per questo, per rendere tutto un po’ più magico, e proprio in questo giorno speciale.
Tra la strada che porta alla casa e quella che porta nel bosco la mia sentinella, uno splendido acero campestre nato lì da solo, da un seme, mi accoglie con la cascata dorata delle sue foglie dorate. Tante sono già depositate sul terreno. Devo fermarmi ad ammirarlo, è il più giallo tra gli alberi del bosco! E ci vorrà un intero anno prima che lo spettacolo si ripeta.

colori di novembre

Parcheggio l’auto in garage e prima di entrare in casa mi riempio gli occhi di questi colori. Là, oltre la vallata, il Monte Barone di Coggiola veglia su di noi, dall’alto della sua perfezione di montagna triangolare, fatta proprio come la disegnano i bambini, un po’ defilata rispetto alle altre, con le sue due sentinelle più piccole.

monte barone