Si chiama zucca cedrina o cocomero bianco ed è un frutto piuttosto insolito e raro. Sono in pochi a coltivarla, del resto è poco dolce, poco gustosa. Sa vagamente di cetriolo, con un profumo di anguria. La buccia, nella varietà che mi hanno regalato, è di colore verde chiaro, sottile, la forma è allungata. All’interno la polpa chiara, tra il bianco e il verdino, è ricca di semi quasi neri.

Mi piace il suo colore, mi piace il suo profumo. Ringrazio l’amica che me l’ha portata, non avrei saputo dove trovarne una. Anni fa ne avevo trovate da un contadino che aveva una bancarella in un mercato rionale che adesso non c’è più.
Non è tanto apprezzata in cucina se non per le ottime marmellate che si possono preparare. E così mi metto al lavoro: la taglio a fette circolari che poi sbuccio e taglio a cubetti piuttosto piccoli.

Ne ottengo circa tre chilogrammi. Aggiungo lo zucchero (la ricetta ne indica 400 g per ogni kg di frutto, ma io ne metto molto meno, circa tre etti) e lascio riposare per una notte in un recipiente coperto.
La mattina seguente vedo che si è formato tanto succo. Inizio la cottura che si prolunga per un bel po’ di tempo, credo più di tre ore. La polpa rimane compatta, per cui la frullo in parte con un frullatore ad immersione. Aggiungo anche il succo di un limone per ogni kg di polpa e la sua buccia tagliata a listarelle sottili, senza la parte bianca. Unisco anche un po’ di cannella in polvere per arricchirne il sapore.

Finalmente la marmellata è pronta e la invaso: è chiara e profumata, con un gusto delicato.
Mi piace poi decorare i vasetti con una bella etichetta, un copribarattolo di stoffa e un nastrino.
Andranno ad aggiungersi agli altri vasetti che conservo in un armadio in cantina, finché diventeranno un gradito dono per un’amica o un prezioso ingrediente per un momento di dolce ristoro in una merenda invernale.