Grazie ad Alberto C. per questo interessante testo sul Dahu, la mitica creatura che popola le nostre montagne. Coltivo il sogno di incontrarla durante una delle mie escursioni!

Prima ancora di iniziare a raccontare è necessaria una doverosa rassicurazione: il Dahu, questo simpatico animaletto alpino, non si è estinto! Vivo ed arzillo sgambetta per i monti percorrendo, a modo suo naturalmente, i sentieri ed i crinali più impervi con la consueta maestria!

Chi non lo ama ha voluto diffondere voci false e tendenziose che riguardano molti Dahu vittime della loro curiosità che, voltandosi indietro, avrebbero perso l’equilibrio e sarebbero precipitati rovinosamente a valle o addirittura, (storia tristissima fosse vera), di cuccioli di Dahu che lasciato il marsupio materno per andare per la loro strada avrebbero cambiato idea e sarebbero anch’essi precipitati nel tentativo di tornare indietro.
Per non parlare poi della diceria sulla estinzione della specie a causa delle difficoltà di accoppiamento su terreni scoscesi e su gambe…squilibrate!

Fortunatamente non è così ma perché questa instabilità in un animale che vive sui monti più impervi?

La ragione è insita in una delle caratteristiche peculiari del simpatico animaletto (ve ne sono anche altre che vedremo dopo…): ha le zampe asimmetriche ovvero più corte quelle di destra (in tal caso si definisce destrogiro) oppure quelle di sinistra (levogiro); con tali caratteristiche riesce a muoversi meglio sui pendii mantenendo ovviamente un solo senso di marcia, rispettivamente orario ed antiorario.

Dahu

Il Dahu in un disegno di Alberto C.

I guai succedono appunto quando deve voltarsi o quando, come nel caso dei cuccioli, decidono di tornare dalla propria madre invertendo il naturale senso di marcia, perché qui Madre Natura non li aiuta:  i figli hanno sempre caratteristiche opposte a quelle della madre!

Strutturalmente ricorda un camoscio anche se è un poco più piccolo ma le sue fattezze  ricordano anche la volpe (la coda è bella folta) ed il tasso (per il pelo irsuto); inoltre dal bel musetto sporgono due simpatiche zanne che potrebbero costituire l’elemento di trasformazione del regime alimentare da semplice erbivoro ad onnivoro.

Altra caratteristica singolare: i Dahu pur essendo dei mammiferi depongono le uova (alla pari in natura solo con l’ornitorinco) e conservano il cucciolo in una tasca alla pari dei marsupiali.

Falsa quindi la dicerie di uova di Dahu ritrovate in crepacci e cenge rocciose e poi vendute (questo vero…) a sprovveduti turisti cittadini.

Non accertato il fatto che siano ermafroditi, ipotesi che si può tuttavia condividere per logica e che sgombrerebbe il campo a tutte le malignità sopra accennate a partire dalle difficoltà di accoppiamento.

Le origini del simpatico animaletto si perdono nella notte dei tempi: vi sono addirittura delle incisioni rupestri in una remota località finlandese, Julma-Olkky, che lo immortalano con le sue zampette asimmetriche inseguito a fatica da un cacciatore!

Altra variante, molto rara, riguarda il Dahu Circolaris, una sottospecie che vive nelle aree vulcaniche e le cui caratteristiche sarebbero le zampe anteriori una lunga e una corta e quelle posteriori il contrario: Tale mutazione genetica gli consentirebbe di muoversi a proprio agio sulle creste e sui “fili” dei crateri.
Di tale variante le notizie sono purtroppo scarse e frammentarie; probabilmente la scarsa divulgazione è strettamente collegata alla penuria di baite, stalle o ritrovi sulle pendici vulcaniche, luoghi di incontro in cui nelle fredde serate invernali, davanti al caminetto e ad un grappino, si approfondisce la materia…

Tornando alla notizia iniziale si può quindi stare tranquilli sulla sua esistenza e sopravvivenza: come si potrebbe altrimenti percorrere impervi sentieri o addentrarsi nei boschi e non percepirne la loro presenza?

Un consiglio: non cercate a tutti i costi di vederlo o peggio di fotografarlo. Se proprio la vostra curiosità non vi abbandona chiedete alla prima fata che trovate nel bosco maggiori informazioni!

Ps. Ma deve essere bionda e con tanti capelli ricci sotto il cappello a cono.