Quanti bei ritratti di piante in quest’interessante esposizione di dipinti botanici di Angela Petrini e Odette Rosch al Museo Borgogna di Vercelli! Ho avuto la fortuna di arrivare nel giorno in cui era programmata una visita guidata che ha unito la possibilità di visitare la mostra ad un’altrettanto interessante visita ai tesori del Museo, in particolare quelli relativi a riproduzioni di fiori.

museo borgogna vercelli

L’entrata del Museo (all’interno è vietato scattare fotografie)

Il Museo occupa i locali della dimora in cui abitò Antonio Borgogna, appassionato collezionista che lasciò le sue raccolte e la casa alla Città di Vercelli col desiderio che venissero messe in mostra, così come egli stesso aveva iniziato a fare quando ancora era in vita. In effetti, la prima sensazione entrando al museo è proprio quella di entrare in una casa privata; se poi si ha la fortuna di essere in pochi e di essere accompagnati da una guida esperta ed appassionata lo è ancora di più.

Cominciando dalle opere del Museo, si scoprono i dipinti della metà del Seicento del pittore noto come Mario de’ Fiori, dettagliatissime composizioni floreali che circondano ritratti di fanciulle. I fiori sono riconoscibili: rose, garofani, viole del pensiero, tulipani…

Ci sono poi degli incredibili micromosaici di scuola romana realizzati su pietra di lavagna; sono formati da tesserine rettangolari tagliati da bacchette di vetro fuso e dipinte con pigmenti in polvere. A prima vista sembrano dipinti, soltanto da vicino e con una buona illuminazione di scorgono le tessere.

Si possono ammirare mobili intarsiati che il Borgogna acquistava alle aste o che si faceva costruire altri con la stessa tecnica dai maestri artigiani. Un bel tavolo realizzato dall’Opificio delle pietre dure della corte dei Medici di Firenze presenta un mazzo di fiori realizzato in pietre dure, argento, madreperla su fondo nero.

Procedendo nella visita si ammirano opere della pittura fiamminga olandese. I fiori sono riprodotti con grande cura, precisione e fedeltà. Si dice che si usassero anche pennelli con una sola setola. e che spesso si impiegasse un intero anno per realizzare un dipinto, anche se di medie dimensioni. Tra gli autori, Ambrosius Boscchaert, Jan Van Huysum.
Ci sono anche due incantevoli opere di una pittrice austriaca di cui si conosce poco, Camilla Edle Von Malhem Friedlander.

L’ultimo dipinto su cui ci soffermiamo si intitola “Per ottanta centesimi!”. L’autore, Angelo Morbelli, ci racconta la dura vita delle mondine, mentre con i piedi nell’acqua e il corpo chino trapiantano o mondano il riso. I colori luminosi contrastano con la realtà del duro lavoro. Alcune microfotografie ci permettono di ammirare la minuziosità della pittura dei piccoli tocchi di colori puri e ci preparano alla futura visita della mostra di Novara dedicata ai divisionisti.
L’ambiente della risaia invece ci porta alla mostra dei dipinti di Angela Petrini realizzata in collaborazione con l’associazione “Donne e riso”. Diverse tavole raffigurano infatti piante di riso nelle varietà più coltivate.

Per me che amo la pittura botanica è stato emozionante vedere il filmato che mostra il lavoro meticoloso di chi si occupa di queste realizzazioni, l’attenzione ai particolari, la cura nella rappresentazione precisa. Ogni essenza dipinta infatti dev’essere riconoscibile; spesso si ricorre all’osservazione con lenti e in questo caso anche di un microscopio.
Oltre alle tavole dedicate al riso troviamo iris, camelie, tulipani, malve, fino agli alberi esotici come il clerodendro, la davidia, la cresta di gallo. Che dire, bellissime!
Per saperne di più, si può consultare il sito del museo.

A Vercelli per una visita alla mostra o al Museo, non dimentichiamo di visitare l’Abbazia di Sant’Andrea e di fare due passi per il centro storico della città.